spazio5 artecontemporanea  


Starting from the language of theatre and visual art, the "Zattere" project has always set itself the objective of activating a transit of communication between art and society, within which the artistic creative process could offer indispensable tools for a reading of contemporary reality, its needs and its emergencies, starting from the reflection of young emerging artists or those still in the training phase.

Since 2013, theatrical and visual art workshops have been held, leading the young participants to reflect on the themes contained in Gericault's painting The Raft of the Medusa.

The rafts as stations of passage, with a conceptual and flexible structure, above which a series of contributions and interactions with the public took shape.

Partendo dal linguaggio del teatro e dell’arte visiva, il progetto “Zattere” si è sempre posto l’obiettivo di attivare un transito di comunicazione tra arte e società, all’interno del quale il processo creativo artistico potesse offrire strumenti indispensabili per una lettura della realtà contemporanea, dei suoi bisogni e delle sue emergenze a partire dalla riflessione di giovani artisti emergenti o ancora in fase di formazione.

Sin dal 2013 sono così stati svolti laboratori teatrali e di arte visiva che hanno portato i giovani partecipanti a riflettere sulle tematiche contenute nel dipinto di Gericault La zattera della Medusa.

Le zattere come stazioni di passaggio, dalla struttura concettuale e flessibile, dunque sopra le quali hanno preso forma una serie di contributi e interazioni con il pubblico.


Initially, the journey began as a platform, a raft, a place to stop, reflect, listen and see, rest, talk and exchange, completed by the presence of people and a series of questions: what does this raft produce in real time? In what it produces, is it possible to identify an activity much more complex than a simple exhibition, because it contains different cycles of use, a variety of uses? What is divided and exchanged? Zattere, therefore, has become something more than an idea, but an inevitable relationship between the arts and the rest of social activities, the inevitable relationships, which together create values and hierarchies, which govern, which establish their politics both materially and conceptually.

Inizialmente il viaggio è iniziato sotto forma di una piattaforma, una zattera, un luogo in cui fermarsi, riflettere, ascoltare e vedere, riposare, parlare e fare degli scambi, completata dalla presenza di persone e da una serie di interrogativi: cosa produce questa zattera in tempo reale? In ciò che essa produce, é possibile individuare un’attività ben più complessa di una semplice mostra, perché contiene diversi cicli d’utilizzo, una varietà di utilizzi? Che cosa viene suddiviso e scambiato? Zattere, dunque, è diventato qualcosa di più di un’idea, ma un’inevitabile relazione tra le arti ed il resto delle attività sociali, le inevitabili relazioni, che insieme creano valori e gerarchie, che governano, che stabiliscono la loro politica sia materialmente che concettualmente.

As such, the "Rafts" are of different dimensions, there was no hierarchy of importance between meetings, seminars, performances, exhibitions: each of them represented an equally valid way of working. there was no desire to formalize the "Rafts" in an institution of a kind.

The residential workshops were set up and conceived by an open and dynamic working group composed of young artists from various expressive languages in the fields of theatre, music, visual art and stage writing, with the aim of activating a non-stereotyped reflection on the social emergencies of the territory, starting with Gericault's painting La Zattera della Medusa.


Through the workshops, the students were asked to reread or reinvent the themes addressed and question themselves, through the means of expression, about the changes (or disguises) of art itself.

In quanto tali le “Zattere” sono di diverse dimensioni, non vi è stata nessuna gerarchia di importanza tra gli incontri, i seminari, le performaces, le mostre: ognuno di essi ha rappresentato un modo ugualmente valido di operare. non vi è stato un desiderio di formalizzazione delle “Zattere” in un’istituzione di un genere.

I laboratori residenziali sono stati impostati e ideati da un gruppo di lavoro aperto e dinamico composto da giovani artisti provenienti dai vari linguaggi espressivi nel campo del teatro, della musica, dell’arte visiva, della scrittura scenica, con lo scopo di attivare una riflessione non stereotipata sulle emergenze sociali del territorio a partire dal dipinto di Gericault La Zattera della Medusa.

Attraverso i laboratori i ragazzi sono stati chiamati a rileggere o reinventare le tematiche affrontate e interrogarsi, attraverso i mezzi espressivi, sui mutamenti (o travestimenti) dell’arte stessa.


Over the following years, the project has expanded its scope, involving realities of excellence in the international art scene and leading figures in the world of curating and art criticism. The association Studio Openspace and Spazio5 was the protagonists of the project management, as a cultural space of reference.  Keeping faith with the issues addressed in previous years, the project has been joined by realities such as City of Art - Fondazione Pistoletto di Biella, Arch + art and personalities such as Michelangelo Pistoletto, Maria Rosa Sossai, Manuela Sedmach, and many others.  During 2014, the development phases of a project were thus carried out which, in the following year, would lead to the creation of an artistic platform on the social theme of the abandonment of places, of their reuse, obviously tackling the theme not so much on an architectural level as on a social one.

2014 was therefore the year of change and passage. The working group identified the Fondazione Pistoletto,-Cittàdelarte as the ideal partner for a project on the borderline between the artistic and social dimensions. The relationship established in Biella in September 2014 directly with Maestro Michelangelo Pistoletto allowed to discuss and activate deep reflections on the development of the project, to set a medium-long term direction and orienting methods of realization and future concept of a common project.

The dialogue has in fact stabilized with the adhesion of Michelangelo Pistoletto to the opening of the Spazio5 office with the establishment of a work table and a workshop on the concept of the Third Paradise, a theme that was later central to the future of the project. In the same days, significantly the same Master, called by the same curator of Spazio5, attended a debate on the Third Paradise during the opening of a Land Art project, promoted by the association Modo of Udine in order to amplify the debate and prepare the ground for the regional development of the project.

The reflection on the Third Paradise, in fact, matured in December 2014 with the adhesion of the Galilei school of Trieste in the context of a project on the Rebirth day, a symbolic day of the Third Paradise, on the occasion of which a video documentation is made, then projected and proposed to the public during the final event of 2015.


Nel corso degli anni successivi, il progetto  ha amplificato la propria portata, coinvolgendo realtà di eccellenza nel panorama artistico internazionale e personalità di spicco nel mondo della curatela e della critica dell’arte. La gestione del progetto ha visto come protagonisti l’associazione Studio Openspace e Spazio5, quale spazio culturale di riferimento.  Mantenendo fede alle tematiche affrontate negli anni precedenti, al progetto hanno aderito realtà come Città dell’arte - Fondazione Pistoletto di Biella, Arch+art e personaggi del calibro di Michelangelo Pistoletto, Maria Rosa Sossai, Manuela Sedmach, e tanti altri.  Nel corso del 2014 sono state così realizzate le fasi di sviluppo di un progetto che avrebbe, nell’anno successivo, portato alla realizzazione di una piattaforma artistica sul tema sociale dell’abbandono dei luoghi, del loro riutilizzo affrontando evidentemente la tematica non tanto sul piano architettonico ma su quello sociale.

Il 2014 è stato dunque l’anno di svolta e passaggio. Il gruppo di lavoro ha identificato Fondazione Pistoletto,-Cittàdellarte quale partner ideale di un progetto al confine tra la dimensione artistica e quella sociale. Il rapporto instaurato a Biella nel settembre 2014 direttamente con il Maestro Michelangelo Pistoletto ha permesso di discutere e attivare riflessioni profonde sullo sviluppo del progetto, impostare una direzione a medio lungo termine e orientando modalità di realizzazione e futuro concept di un progetto comune.

Il dialogo si è difatti stabilizzato con l’adesione di Michelangelo Pistoletto all’opening della sede di Spazio5 con l’istituzione di un tavolo di lavoro e di un laboratorio sul concetto del Terzo Paradiso, tematica successivamente centrale nel futuro del progetto. Negli stessi giorni, significativamente lo stesso Maestro, chiamato dallo stesso curatore di Spazio5, ha presenziato a un dibattito sul Terzo Paradiso durante l’apertura di un progetto di Land Art, promosso dall’associazione Modo di Udine al fine di amplificare il dibattito e preparare il terreno per lo sviluppo regionale del progetto.


La riflessione sul Terzo Paradiso, infatti, matura a dicembre 2014 con l’adesione della scuola Galilei di Trieste nell’ambito di un progetto sul Rebirth day, giornata simbolo del Terzo Paradiso, in occasione della quale viene  realizzata una documentazione video, poi proiettata e proposta al pubblico nel corso dell’evento finale del 2015. 


MICHELANGELO PISTOLETTO is one of the most representative living Italian artists on an international level. In his works he deals with the themes of Europe and the Mediterranean in their resources and contradictions, themes that inevitably involve our contemporary. The artist presented the project of the Third Paradise at the Venice Biennale in 2003, with a strong connotation of social commitment and which later took on a collective and planetary dimension. 

In view of this commitment, Spazio5 artecontemporanea has promoted the project "RAFTING TO THE THIRD PARADISE", an international open-call for contemporary art created with the aim of rethinking the area of the Old Port of Trieste in the cultural perspective outlined by the Master. 

The artists were asked to identify a small area within the Old Free Port - in disuse or abandoned - to define its specificity and propose a way to enhance it, following the principle that a small sign can generate great consequences.

RAFTING TO THE THIRD PARADISE has therefore developed and built over time, maintaining its identity as a flexible and conceptual structure, while adhering to the relationships with museums, institutions and international realities.

MICHELANGELO PISTOLETTO è tra gli artisti italiani viventi più rappresentativi a livello internazionale. Affronta nei suoi lavori i temi dell’Europa e del Mediterraneo nelle loro risorse e contraddizioni, temi che inevitabilmente coinvolgono il nostro contemporaneo. L’artista presenta alla Biennale di Venezia nel 2003 il progetto del Terzo Paradiso, dalla forte connotazione di impegno sociale e che in seguito assume una dimensione collettiva e planetaria. 

Nell’ottica di questo impegno, Spazio5 artecontemporanea ha promosso il progetto  “RAFTING TO THE THIRD PARADISE”, OpenCall internazionale d’arte contemporanea realizzato con l’obiettivo di ripensare l’area del Porto Vecchio di Trieste nella prospettiva culturale delineata dal Maestro. 

Gli artisti sono stati chiamati ad individuare una piccola area all’interno del Punto franco Vecchio- in disuso o abbandonata - definirne la specificità e proporre per essa una modalità di valorizzazione, seguendo il principio per cui un piccolo segno può generare grandi conseguenze.

RAFTING TO THE THIRD PARADISE si è dunque sviluppata e costruita nel tempo, mantenendo la propria identità di struttura flessibile e concettuale, e aderendo al contempo stesso alle relazioni con musei, istituzioni e realtà internazionali.

During the year 2015, the project began to reflect on its own future by weaving the ranks of the stages undertaken and the intermediate objectives achieved. The creation of an open call for young artists and the establishment of a residential workshop are thus taking shape.

The jury for 2015 was composed as follows: Michelangelo Pistoletto, artist /  Maria Rosa Sossai, curator /

Ryts Monet, artist / Alessandro Sambini, artist / Manuela Sedmach, artist / Francesca Lazzarini, curator / Manuel Fanni Canelles, spazio5 /  Giulio Polita, architect. 


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Durante l’anno 2015, il progetto ha cominciato a riflettere sul proprio futuro tessendo le fila delle tappe intraprese e degli obiettivi intermedi raggiunti. La realizzazione di un Open call per giovani artisti e l’istituzione di un laboratorio residenziale prendono così forma.

La giuria per il 2015 è risultata così composta:  Michelangelo Pistoletto, artista /  Maria Rosa Sossai, curatrice /

Ryts Monet, artista / Alessandro Sambini, artista / Manuela Sedmach, artista / Francesca Lazzarini, curatrice / Manuel Fanni Canelles, spazio5 /  Giulio Polita, architetto

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The Porto Vecchio -this is the meaning of the competition- can become, through the vision of art, the emblem and symbol of a process of responsible rebirth.  On 1 October at the Salone degli Incanti in Trieste, the Master presented the selected projects together with other members of the jury, discussing with the public and school students the idea of the Third Paradise, or a fairer and more sustainable future.

The public debate for the presentation of the selection of the works was attended, in addition to Maestro Michelangelo Pistoletto and the jurors, the Councillor for Culture Paolo Tassinari, the students of the schools GALVANI, NORDIO and GALILEI of Trieste.


Il Porto Vecchio-questo il senso del concorso- può diventare, attraverso la visione dell’arte, l’emblema e il simbolo di un processo di rinascita responsabile.  Il 1 ottobre al Salone degli Incanti di Trieste il Maestro ha quindi presentato insieme ad altri componenti della giuria  i progetti selezionati, discutendo insieme al pubblico e agli studenti delle scuole, l’idea del Terzo Paradiso, ovvero un futuro più equo e sostenibile.

Al dibattito pubblico per la presentazione della selezione dei lavori sono intervenuti, oltre al Maestro Michelangelo Pistoletto e i giurati, l’assessore alla cultura Paolo Tassinari, gli studenti delle scuole GALVANI, NORDIO e GALILEI di Trieste.


Four projects have been selected: "I am Vertical", by Alba Zari for having been able to make the dichotomy between nature and artifice symbiotic; "sOs sea", by Emmanuele Panzarini, for having built the design idea with wisdom and meticulousness. Nothing is created, nothing is destroyed, but everything is transformed" by Dimitri Moro, for having synthesized in the immediate symbol of the light bulb the strong contrast inherent in nature and for having suggested a more conscious 'use' of it; "Frequenze" by Alessia Cargnelli, sound installation that connects the current free point to the voices of the city, for the ability to create a connection between the city and Porto Vecchio.


On October 2, from 10 to 13, the Master led the realization of the sign of the Third Paradise, together with primary school children and the public present. The nerve centre of the activity is the Porto Vecchio, in the area behind the Hydrodynamic Power Station. During the morning, didactic-artistic workshops were organized by the Gruppo Immagine association which - together with Pistoletto- led participants to raise awareness among the new protagonists of tomorrow of the creative re-use of materials and their social and environmental sustainability (in line with the themes of the Third Paradise).

The workshops continued throughout the week of Barcolana (October 2-October 8) by the association Gruppo Immagine. In addition, on December 21, 2015, Rebirth Day, at the headquarters of the MINIMU in Trieste, Gruppo Immagine organized and promoted the activities of education to the Third Paradise, thus concluding the cycle of laboratories.


Quattro i progetti selezionati: “I am Vertical”, di Alba Zari per aver saputo rendere simbiotica la dicotomia natura / artificio; “sOs sea”, di Emmanuele Panzarini, per aver costruito con sapienza e minuziosità l'idea progettuale. A tale osservazione si suggerisce il consiglio di riprodurre il simbolo del Terzo Paradiso con il medesimo gioco grafico utilizzato per il titolo del progetto (sOs).; Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” di Dimitri Moro,  per aver sintetizzato nel simbolo immediato della lampadina il forte contrasto insito nella natura e aver suggerito un suo 'utilizzo' più consapevole; “Frequenze”, di Alessia Cargnelli, installazione sonora che collega l’attuale punto franco alle voci della città, per la capacità di creare una connessione tra città e Porto Vecchio.



Il 2 ottobre, dalle 10 alle 13, il Maestro ha guidato la realizzazione del segno del Terzo Paradiso, insieme ai bambini delle scuole primarie e al pubblico presente. Centro nevralgico dell’attività proprio il Porto Vecchio, nell’area retrostante la Centrale Idrodinamica. Durante la mattinata sono stati organizzati laboratori didattico-artistici impostati dall’associazione Gruppo Immagine che –insieme a Pistoletto- ha portato i partecipanti a sensibilizzare i nuovi protagonisti del domani al ri-utilizzo creativo dei materiali ed alla loro sostenibilità sociale ed ambientale (in coerenza con le tematiche del Terzo Paradiso).

I laboratori sono continuati durante tutta la settimana della Barcolana (2 ottobre- 8 ottobre) a cura dell’associazione Gruppo Immagine. Inoltre il giorno 21 dicembre 2015, giornata del Rebirth day, presso la sede del MINIMU di Trieste il Gruppo Immagine ha organizzato e promosso le attività di educazione al Terzo Paradiso, concludendo così il ciclo dei laboratori.